"Quando le persone mancano di immaginazione è sempre perché hanno paura anche solo di giocare con l'eventuale esistenza di qualcosa di diverso dal prosaico, a cui si aggrappano con tutte le loro forze." F. Perls

13.10.09

RELAZIONE D'AIUTO E FASI DELLA VITA


Questo percorso formativo mira ad approfondire tematiche psicologiche legate alle varie fasi della vita, dalla maturità all’infanzia, particolarmente importanti per chi fa della relazione d’aiuto la propria professione.
Gli obiettivi sono:
 addestrarsi all’utilizzo di competenze utili nella relazione d’aiuto;
 ampliare le conoscenze psicologiche, in particolare relativamente alle varie fasi vitali dell’uomo;
 aumentare la consapevolezza del proprio stile personale e professionale, rivolgendo l’attenzione alla propria storia di vita.

Gli incontri vedranno alternarsi, in base ai temi e ai bisogni del gruppo, momenti di riflessione teorica, addestramenti pratici, spazi di riflessione personale e supervisioni alle attività lavorative dei partecipanti. Ci sarà spazio, inoltre, per due laboratori di approfondimento riguardanti l’espressione di sé attraverso la manipolazione della creta e l’enneagramma, come strumento di auto-conoscenza

Il corso si rivolge a coloro che per motivi personali e/o professionali sono interessati ad approfondire le tematiche proposte. In particolare: psicologi, educatori professionali, operatori di assistenza, assistenti sociali, infermieri, ecc.


INCONTRI E TEMI

Mar 03 nov h.21-23 Presentazione e introduzione al corso
Mar 17 nov h.21-23 L’età matura
Mar 01 dic h.21-23 Il sistema familiare
Sab 12 dic h.09-14 LABORATORIO CRETA
Mar 12 gen h.21-23 Fotografie e famiglia
Mar 26 gen h.21-23 La coppia
Mar 09 feb h.21-23 La genitorialità
Mar 23 feb h.21-23 Sesso: a ognuno il suo
Mar 09 mar h.21-23 L’adolescenza
Mar 23 mar h.21-23 Il gioco che aiuta:lavorare con bambini
Sab 17 apr h.09-14 LABORATORIO ENNEAGRAMMA
Mar 04 mag h.21-23 Il bambino interiore
Mar 18 mag h.21-23 Chiusura

Note Organizzative

Il corso è a numero chiuso: max 15 partecipanti.

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione

La quota di partecipazione è:

€ 250 da versare in un’unica soluzione, oppure
7 quote di € 40 da versare mensilmente
(da nov. 09 a mag. 10)

Per i dipendenti della Coop. Soc. “Filo d’Arianna”:
€ 200 oppure 7 quote di € 30

Si rilascerà attestato al termine della formazione.


Il corso sarà condotto dal
dott. Roberto Giostra,
Psicologo - Psicoterapeuta.
Si terrà presso lo Studio “Interno Ventotto”
In Via Toscana n° 4
San Benedetto del Tronto

Per info e iscrizione tel: 329.2080418
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20.7.09

GRUPPO DI TERAPIA

Armonia di corpo e mente
Il gruppo di terapia rappresenta un momento importante di crescita personale in cui è possibile intraprendere un viaggio introspettivo verso il “Conosci te stesso”

Si tratta di un gruppo di evoluzione e sviluppo personale dove ciascuno dei partecipanti ha la possibilità di effettuare un lavoro individuale, una “esplorazione”, in cui è assistito dal terapeuta e dai componenti del gruppo stesso.

I membri del gruppo possono avvalersi o meno di questa possibilità: essi sono totalmente liberi di esprimere i vissuti nel pieno rispetto dei propri tempi e spazi.
.Obiettivi e finalità
“Armonia di corpo e mente” è un gruppo esperienziale la cui finalità è la crescita e l’evoluzione psicofisica dei suoi componenti.

Lo scopo principale del gruppo è un lavoro di autoesplorazione ed autoconoscenza per il raggiungimento della consapevolezza delle proprie dinamiche psico-emotive.

All’interno del gruppo ognuno potrà esprimere il proprio Sé attraverso il movimento e l’espressione corporea in un ambiente protetto.

“Attraverso il suono, il movimento, il contatto, si libera il corpo dalle limitazioni, lasciando emergere così le emozioni più profonde per liberare il Sé dai blocchi espressivi”

Modalità di svolgimento del gruppo
Le sedute di gruppo consistono in incontri periodici il cui scopo principale è l’espressione di sentimenti e vissuti in un ambiente protetto ed il raggiungimento della consape-volezza delle proprie dinamiche interne ed interpersonali.
Il gruppo è composto da max 15 partecipanti per facilitare lo sviluppo di una base sicura e di un clima di intimità.
Gli incontri di gruppo si terranno ogni 15 giorni in un ambiente protetto e riservato. La metodologia utilizzata è di tipo fenomenologico esistenziale.
L’ impegno ad una presenza continuativa è la premessa per un lavoro responsabile ed efficace per sé e per gli altri.

DESTINATARI
Tutti coloro interessati ad approfondire la conoscenza del proprio Sé attraverso la creazione di una relazione costruttiva ed empatica.

Chiunque desideri sensibilizzarsi ad un maggiore ascolto di se stesso e dell’altro, e chi desideri aumentare la propria sicurezza di base apprendendo modalità comunicative positive


Gli incontri si articoleranno in due appuntamenti mensili:

Giovedì dalle ore 21,15 alle ore 23,15


Condotto da:

Dott.ssa Catiuscia Settembri
Psicologa – Psicoterapeuta

Dott. Roberto Giostra
Psicologo - Psicoterapeuta

Gli incontri di gruppo si terranno presso lo studio privato della Dott.ssa Settembri sito in:
Via Liberazione n.5, (Villa Brancadoro),
San Benedetto del Tronto.
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22.5.09

Non ho un corpo, sono un corpo


Siamo un corpo… non abbiamo un corpo. Questa frase che ho incontrato spesso durante la formazione continua a stupirmi ogni volta che la ripeto dentro di me. Sono un corpo… non ho un corpo. Mi aiuta a vivere quella consapevolezza di essere un organismo intero, di essere me dalle unghie dei piedi alle punte dei capelli. Il corpo: non lo posseggo, lo sono! Il fatto che si utilizzi maggiormente il verbo avere ci racconta di come nella nostra cultura si immagini spesso che il corpo sia un oggetto a disposizione del nostro “io” e fondamentalmente separato da esso. .Così le tensioni muscolari, i dolori, le sensazioni e perfino le emozioni diventano semplicemente dei fastidiosi intralci. Fastidiosi intralci che quasi piombano dall’esterno, qualcosa che non ci riguarda, qualcosa per cui non abbiamo alcuna responsabilità. Fastidiosi intralci che si intromettono tra noi e quello che pensiamo del nostro modo di essere al mondo. Riappropriarci di questi fastidiosi intralci come parte integrante di noi, nella sfera della nostra responsabilità, significa integrare parti a cui non permettiamo di esprimere bisogni, desideri, fastidi. Se questo accade potremo sfruttare tutte le nostre parti all’unisono, senza sprecare energie per dittature di una parte su un’altra. E si sa: l’unione fa la forza.

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23.2.09

Aspetti psicologici nella relazione d’aiuto

Dal 3 Marzo al 12 Maggio condurrò un corso di formazione sugli aspetti psicologici nella relazione d'aiuto. L'iniziativa è organizzata dalla Cooperativa "Filo d'Arianna" ed è composta da 10 incontri, di 2 ore ognuno. Il calendario degli incontri è il seguente:

Mar. 3 Marzo - Presentazione del corso
Discussione introduttiva alla relazione d’aiuto
Mar. 10 Marzo - La comunic-azione
La comunicazione interpersonale
Mar. 17 Marzo - Mi sei empatico!!!
Emozioni ed empatia .

Mar. 24 Marzo - C’è posta da me
I messaggi-io e la comunicazione efficace
Mar. 31 Marzo - Pronto chi ascolta?
L’ascolto attivo
Mar. 7 Aprile - Rabbia…che stress!
La rabbia nella relazione d’aiuto
Mar. 21 Aprile - Scotta!!!
Il rischio burn-out
Mar. 28 Aprile - Che albero sono?
La metafora nella relazione d’aiuto
Mar. 5 Maggio - Riflessioni sulla morte e il morire
L’esperienza del lutto nella relazione di aiuto
Mar. 12 Maggio - Chiusura del gruppo
Elaborazione finale in gruppo del percorso

Gli incontri si svolgeranno dalle 21 alle 23 presso la Cooperativa "Filo d'Arianna"
in Vicolo Alfieri 11 a San Benedetto del Tronto
Per informazioni e iscrizioni:
Dott. Roberto Giostra
cell. 329.2080418 mail: giostraroberto@alice.it
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17.11.08

Sintomi e creatività legata

Nella Psicoterapia della Gestalt il sintomo non è qualcosa che si ha, piuttosto è qualcosa che si fa. Nel primo caso il sintomo sembra qualcosa di statico e che non ha nulla a che fare con la persona; nel secondo invece diventa un vero e proprio comportamento disfunzionale, in cui, il potenziale creativo della persona è intrappolato.

Partendo da questa prospettiva, questo comportamento è il migliore che la persona è riuscita ad adottare in risposta alle sue spinte interne. Possiamo schematizzare le possibili risultanze nell’incontro fra queste due parti interne (nella figura A e B), in questo modo:.

Sintomo - se sia A che B sono scontente;
Compromesso - se le parti sono parzialmente soddisfatte;
Sintesi - se entrambi le parti sono soddisfatte.

Il sintomo, anche se è la soluzione più disfunzionale, da un certo punto di vista è la via più facile, perché richiede meno energia. Per arrivare alla sintesi, invece, c’è bisogno di tutta la creatività del sé. Nella nevrosi il potenziale creativo del sé è inibito e i bisogni dell'individuo sono frustrati, si percepisce la situazione come qualcosa che non può cambiare, si è portati a credere che l'influenza del passato non sia modificabile e ci si rassegna "congelando" il conflitto.
A causa di questa presunta impotenza nel cambiare, le persone che chiedono aiuto ad uno psicologo, vorrebbero che risolvesse lui i problemi al posto loro, attribuendogli poteri particolari. Spesso tendono a delegare, chiedendo consigli o aiuto su come “devono” fare per affrontare una certa situazione per la quale si considerano inadeguati, deboli o incapaci.
Quello che può fare il terapeuta è cercare di riattivare la naturale capacità di adattamento creativo della persona e aiutarlo a sviluppare la sua capacità di rispondere (“respons-ability”). Perls lo disse in questo modo:
“Applichiamo abilmente una dose di frustrazione sufficiente a costringere il paziente a scoprire la propria strada, a scoprire le proprie possibilità, il proprio potenziale, e a scoprire che quel che si aspetta dal terapeuta può benissimo farlo anche da solo".
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1.9.08

ALLA SCOPERTA DI TE - Viaggi di gruppo organizzati -

Diffuso è il bisogno di chiarezza per ognuno di noi. Facciamo fatica a comprenderci e a capire che cosa ci spinge nelle azioni di tutti i giorni. Perché capita sempre così a me? Cos’è questo stato d’animo che mi accompagna per la maggior parte del mio tempo? Ma come mai mi comporto così ogni volta che mi trovo in questa situazione anche se vorrei fare altro? Cosa vorrà dire questo sogno che mi segue da quando ero bambino? Queste e altre mille domande del genere ci ronzano in testa spesso durante le giornate della nostra vita. Tanto diffuso è questo bisogno, tanto è difficile trovare e prendersi degli spazi adeguati per rispondere a questo nostro bisogno.


Il laboratorio è sottotitolato viaggi di gruppo organizzati proprio per indicare le 3 caratteristiche che lo contraddistinguono:
• Il viaggio, come cammino allegorico che può rinnovare e arricchire la qualità della vita quotidiana del partecipante
• Il gruppo, perché la ricchezza delle relazioni durante un viaggio è preziosissima
• La guida, perché il conduttore offrirà un percorso, un itinerario che ognuno dei partecipanti potrà adattare ai propri desideri e bisogni.
Questi viaggi cercheranno di offrire un momento di pausa al nostro correre quotidiano per rivolgere lo sguardo dentro noi. Come in una gita organizzata il conduttore aiuterà i partecipanti nel soffermarsi ad ammirare le proprie bellezze, famose e nascoste; a riscoprire le proprie rovine, cercando di capire di quale cultura sono figlie; a vivere momenti di gruppo dove sperimentare qualcosa di nuovo rispetto alla routine, come proprio accade in una vacanza.
STRUTTURA
“Alla scoperta di te” prevede 7 gite che si svolgeranno di Lunedì con cadenza settimanale. Si partirà alle 21,00 e si tornerà alle 23,00.
GITE:
Visita alla mostra delle sculture
- 13 Ottobre -
Si propone come laboratorio di espressione di sé tramite la manipolazione e la scultura di creta. La finalità non è un prodotto artistico, ma il fare esperienza di sé attraverso la creta e con la creta, in un ambiente protetto e privo di giudizio. Le sculture così eseguite saranno spunto per riflettere e interrogarsi su se stessi e sulla propria esistenza.
Escursione nel paese del nostro modo di comunicare e relazionarci con gli altri
- 20 Ottobre -
Che cosa ci spinge a creare sempre lo stesso tipo di relazioni anche quando non sono soddisfacenti per noi? In che modo ci avviciniamo agli altri e ci lasciamo avvicinare? Come otteniamo ciò che vogliamo dalle persone che ci stanno intorno se lo otteniamo? Cosa immaginiamo di trasmettere a coloro che ci circondano? Queste sono alcuni dei quesiti a cui cercheremo di rispondere durante questa visita. Lo faremo attraverso attività esperienziali e role-playing in grado di fornire molte informazioni sul modo con cui ci muoviamo nel mondo.
Visita alla galleria dei proverbi, dei luoghi comuni e dei pregiudizi che ci guidano.
- 27 Ottobre -
Il tempo è denaro o chi va piano va sano e va lontano? Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? E le bionde sono veramente più superficiali? Quando smettiamo di ascoltarci per ascoltare le frasi fatte che ci guidano tutti i giorni nella complessità del mondo? Quali sono queste frasi? Quando le abbiamo imparate? Da chi? Hanno ancora un senso nella vita di oggi? Stanno funzionando o è ora di modificarle?
Visita al museo archeologico: da dove veniamo?
- 3 Novembre -
La nostra famiglia di origine: tema delicato quanto mai in bilico fra colpevolizzazioni e deresponsabilizzazioni. Museo archeologico perché come spesso accade ad una certa età si smette di rivolgere lo sguardo alle nostre radici, come se fossero trapassate e chiuse; esse invece continuano ad influenzare sempre molto la nostra esistenza. Una visita che può aiutarci a fare pace con alcuni momenti del nostro passato e nel frattempo liberarci da schemi appresi proprio per affrontare quei momenti difficili.
Gita incontro con il proprio bambino interiore
- 10 Novembre -
E lui continua ad essere lì, nonostante gli anni: il nostro bambino interiore. Più che una gita è un vero e proprio incontro-intervista quella che verrà proposta. Riconsiderare il nostro bambino interiore significa innanzitutto curarsi di lui, farlo giocare, coccolarlo e fargli ricevere tutto quello che non gli ha permesso di continuare ad esprimersi.
Di fatti troppo spesso l’assenza di dialogo con lui è causa di dolore, mancanza di gioia, di creatività e fantasia, elementi basilari per una vita adulta soddisfacente.
Escursione nel mondo dei propri sogni
- 24 Novembre -
C’è un messaggio nei nostri sogni o sono solo caos? Cosa ne possiamo fare di quella intensità emotiva che ha accompagnato il sogno della notte scorsa? Perché sogniamo sempre proprio quella situazione? Questa escursione mira a rispondere a questi e a tanti altri quesiti che accompagnano il mondo dei sogni. Sarà possibile sperimentare alcuni modi di lavorare con i contenuti dei sogni utilizzando il loro potenziale.
Viaggio nel proprio futuro
- 24 Novembre -
Un escursione, una gita spericolata, una pazzia: questo è il viaggio nel proprio futuro. Poche volte si dice, ma il futuro è una risorsa incredibile per il nostro presente se smette di essere luogo oscuro di ansia e paura. Esso è piuttosto il luogo dove raggiungere ciò che desideriamo ma che oggi ancora non possiamo avere. Lontano dall’essere una presuntuosa predizione del proprio futuro, questo viaggio, tra gioco e fantasia, ci potrà indicare molto di come muoverci oggi ascoltando i nostri bisogni e desideri.

Gli incontri si svolgeranno presso lo studio della Dott.ssa Settembri, sito in:
Via Liberazione n° 5 (Villa Brancadoro),
San Benedetto del Tronto.
Saranno condotti da:
Dott. Roberto Giostra
Psicologo - Psicoterapeuta
Dott.ssa Catiuscia Settembri
Psicologa - Psicoterapeuta
Orario 21.00 - 23:00
E’ richiesta la prenotazione
329.2080418
Max. 15 partecipanti

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21.7.08

Lettura consigliata

OGNI VITA MERITA UN ROMANZO
Quando raccontarsi è terapia

Erving Polster

Polster scrive questo libro partendo dall’assunto che nessuno può fare a meno di essere interessante, che la vita di ogni essere umano è degna di essere raccontata in un romanzo affascinante. Il problema è che spesso le persone considerano la loro vita niente di speciale, probabilmente vivendo o avendo vissuto situazioni simili al mercato attuale dei libri: tanti scrittori pochi lettori… L’autore così ci racconta di come il terapeuta possa sopperire a questa mancanza di conferma della propria esistenza, riconoscendo, dunque facendo riconoscere al paziente stesso, l’importanza della propria vita. La psicoterapia di cui parla Polster è un incontro in cui il terapeuta ha il compito di mantenere aperta la propria mente. Così facendo può permettersi, da un lato di utilizzare competenze tecniche, dall’altro di reagire anche con la massima naturalezza. Ciò significa dare spazio a ciò che è naturale nella vita di tutti i giorni: la curiosità, la gentilezza, la rabbia, il sostegno reciproco, il riso, ecc.
L’atmosfera di semplicità e freschezza trasmessa da queste pagine dona una sensazione piacevole alla lettura: come se il libro stesso fosse una metafora dell’incontro con le persone in terapia, incontri con persone qualsiasi, che diventano speciali se utilizziamo la capacità di lasciarci affascinare, capacità che secondo l’autore potrà essere di fondamentale importanza per avviare un processo di cambiamento.
Polster per ogni concetto che introduce utilizza innanzitutto racconti di esperienze personali in terapia individuale e di gruppo (alcune molto toccanti che mettono in risalto la sensibilità e la curiosità dell’autore per l’essere umano). Inoltre molto interessanti sono i paragoni tra i “cercatori di storie”-terapeuti e gli autori di romanzi: moltissimi sono i libri citati. Così le tecniche utilizzate dagli scrittori per rendere gradevole, intrigante, affascinante il libro, sono tradotte in comportamenti adottabili dal terapeuta. Quest’ultimo si trova ad essere a volte semplice lettore degli intrecci che si evolvono in terapia, ma a volte co-autore assieme al cliente.
A fare da sfondo a questo discorso, intorno al contributo positivo della consapevolezza del fascino straordinario che racchiude ogni vita, c’è la Gestalt con le sue tecniche e le sue teorie, come la sedia vuota e l’importanza del qui e ora.

Lettura piacevole ben farcita di sensibilità e dolcezza, utile a chi vorrà svolgere la nostra professione senza renderla arida, fino a quando l’uomo non costruirà un mondo in cui non ci sia bisogno di pagare una persona per rendersi conto dell’importanza della propria vita.

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8.7.08

Il sostegno alla genitorialità

Perchè il sostegno?

Semplicemente perchè c'è un bisogno crescente da parte dei genitori di avere degli spazi di riflessione e di aiuto per migliorare la relazione con i loro figli. Tutti coloro che vengono spesso a contatto con mamme e papà si accorgono di quanti dubbi, insicurezze, domande sorgano durante la crescita di un figlio. E' inutile sottolineare come il rapporto tra genitori e figli sia fondamentale per l'esistenza di chiunque. E' del resto evidente come sia importante per una società puntare sulla prevenzione del disagio, cercando di far emergere il più possibile le risorse dalla famiglia di origine. Nel resto d'Europa ormai gli interventi a sostegno della genitorialità sono una prassi consolidata, con buoni risultati. In Italia, anche se in ritardo si sta muovendo qualcosa.

Che cos'è il sostegno alla genitorialità?

Non è facile rispondere a questa domanda, soprattutto perchè esistono molti ambiti di intervento e moltissimi modi di intervenire, probabilmente tanti quanti i professionisti che li realizzano. Il mio punto di partenza nel lavoro è che la genitorialità è più vicina ad un'arte che ad una scienza. Consigli e tecniche possono diventare poco efficaci di fronte all'unicità che contraddistingue ogni singolo essere umano. Così appare più proficuo considerare il sostegno alla genitorialità come un percorso di crescita autonomo del genitore, il quale acquisisce la capacità di risolvere problemi, piuttosto che la soluzione al problema specifico del periodo in cui ha chiesto sostegno. I metodi che trovo più utili per la crescita genitoriale sono senza dubbio quelli esperienziali e di gruppo.

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28.6.08

Alcuni cenni sulla psicoterapia della gestalt


La psicoterapia della Gestalt è realmente il permesso di essere creativi
J. Zinker

La psicoterapia della Gestalt ha le sue radici nella fenomenologia e nell’esistenzialismo che, insieme alla psicoanalisi hanno ispirato il suo fondatore Fritz Perls. La Gestalt si è sempre rifiutata di essere un modello tecnicistico, caratteristica questa che le ha permesso di continuare ad esistere come "cosa viva" senza venire irrigidita da strutture teoriche che la organizzassero in un modello statico e "vero". L'approccio fenomenologico - esistenziale è il principale paradigma di riferimento della psicoterapia della Gestalt, così come insegnato presso l'Istituto Gestalt Firenze.
Ciò che caratterizza questo modello è l’approccio ateoretico alla conoscenza del mondo psichico. La PdG si discosta completamente dal modello medico, non è un “trattamento” per curare sintomi o malattie del cliente; piuttosto è un percorso esperienziale intrapreso insieme da terapeuta e cliente; un percorso che va dal sostegno all’auto-sostegno e all’assunzione di respons-abilità (capacità di rispondere) per la propria vita. Aiutare il cliente a scegliere ciò che è meglio per lui, accettando di non sapere alcuna verità assoluta su come si debba vivere. Questo cammino trova spesso le basi nell’aumento di consapevolezza delle persone mediante la riproposizione di esperienze passate, dei ricordi, degli stati emotivi, delle sensazioni corporee, nel qui e ora della seduta.
In Italia, seppure più tardi di altri Paesi Europei e degli Usa, la Gestalt inizia ad avere un’ampia diffusione. Inoltre le tecniche gestaltiche trovano ormai valida applicazione anche in ambiti diversi dalla psicoterapia: nelle relazioni di aiuto, nel colloquio clinico, nelle terapie di sostegno, in campo educativo e per le consulenze e gli interventi in istituzioni ed aziende. Continua...

19.5.08

Errare è umano, perseverare è ancora più umano


Basta stare attenti e ci se ne accorge: errare è umano, perseverare è ancora più umano. Succede e risuccede e lo vediamo e lo capiamo e poi ci ricadiamo, ogni volta da capo come se non avessimo imparato niente dalla nostra esperienza. Ci ritroviamo ad adempiere perfettamente ad un copione che sembra scritto dal destino. Forse succede nel lavoro, con i colleghi, o nei rapporti di coppia, nella famiglia di origine, o con il negoziante sottocasa e tutti gli sconosciuti che incontriamo, o tra noi e noi quando siamo soli a casa... A volte è come se ci ritrovassimo a scegliere sempre lo stesso sentiero stretto, impervio e pieno di rovi, piuttosto di provare a cambiare strada. E' una caratteristica umana, a volte anche simpatica, forse adorabile, finchè però non inizia ad utilizzare troppe delle nostre risorse ed energie e non iniziamo a detestarci perchè ci stiamo facendo del male. Che fare allora? A volte ciò che serve è un salto nel buio e un confronto con l'angoscia che ne deriva. Accettare il vuoto. Se va bene ci si può anche accorgere che nel vuoto non si cade solamente, ma nel vuoto si può anche nuotare, fare le capriole e le acrobazie, distendersi e riposare e chissà cos'altro. Ciò che serve a volte è la fiducia nella propria creatività, nella propria capacità di riadattarsi ad una nuova situazione, la fiducia nella saggezza del proprio organismo. A volte basta una lettura, a volte l'incontro con un amico, a volte ore e ore di psicoterapia, dipende... Ma di sicuro quando accade significa che siamo cresciuti di un pochino e siamo maggiormente capaci di rispondere alla novità con la nostra creatività. Continua...